Video Mapping, tra arte e tecnologia

BOOM approfondimenti   •   28 maggio 2017

Videomapping esempio

Il videomapping una nuova frontiera dell’arte e della tecnologia.

Il videomapping è una tecnica di proiezione di immagini che, attraverso speciali software utilizzati per adattare e mascherare, converte in uno schermo di proiezione superfici irregolari di ogni forma e dimensione.

Le opere di questo tipo si basano su l’ambiguità percettiva generata dalla sovrapposizione alla realtà fisica di uno strato di realtà aumentata che, come un adesivo, una pellicola, una nuova pelle, crea illusioni ottiche, nuove dimensioni, percezioni di movimento su oggetti statici.

Gli elementi architettonici, ad esempio, di chiese e monumenti, vengono arricchiti da luci, colori, forme geometriche, personaggi digitali che si muovono attraverso portoni, tetti, finestre, mentre l’ambiente si modifica a ritmo di musica. La componente sonora è infatti un elemento fondamentale, utilizzata in modo tale da essere in perfetta sincronia con la controparte visuale.

Queste tecniche, tecnologicamente avanzate, si inspirano ed attingono alle prospettive murali cinquecentesche, agli scorci prospettici, al quadraturismo e al trompe l’oeil.

Tali illusione pittoriche, proprio come il videomapping, furono applicate con un effetto amplificato su l’architettura reale, soprattutto nel periodo barocco.

La mappatura non è esclusiva dei grandi edifici, può essere realizzata su ambienti interni, soffitti e pareti e su oggetti di qualsiasi dimensione. Tali tecnologie, flessibili e non invasive, possono essere utilizzate con successo in musei, gallerie, esposizioni ed eventi culturali.

Il valore aggiunto di tali video installazioni, come per qualsiasi forma artistica, non è la tecnica, ma l’idea, la storia o valenza che si vuol comunicare.

Il videomapping, in questo senso, è uno strumento potentissimo, come vettore di contaminazioni, messaggi e interpretazioni non convenzionali, che possono essere fruibili da un pubblico di ogni estrazione e livello culturale.