Perché dovrebbe interessarmi la comunicazione “non convenzionale”?

Imprese, enti ed organizzazioni, hanno la necessità di presentarsi al proprio pubblico di riferimento comunicando in modo diretto, attuale, divertente e fuori dai canoni classici per poter dialogare con loro, attrarli, coinvolgerli ed emozionarli.

Per decenni i consumatori hanno subito passivamente tutti i consigli per gli acquisti diffusi da TV, radio e stampa. Anche il web al suo arrivo, venne considerato dal mondo del marketing allo stesso modo, un nuovo mezzo su cui transitare pubblicità.

L’evoluzione tecnologica  stravolge il mercato, arrivano i primi blog, nascono e si diffondono i social media, portando tutto questo sul mobile,  smartphone e tablet. Oggi ci ritroviamo sempre connessi, a passarsi le parole, a raccontarci storie ed emozioni.

Il risultato più evidente di questo repentino diffondersi della condivisione, trasforma il consumatore in prosumer.
Meno subordinato alla marca, più competente, selettivo ed esigente. Il prosumer diventa a tutti gli effetti parte integrante del processo di produzione e promozione.

Di conseguenza anche il tipo di relazione tra azienda e consumatore, si trasforma da unidirezionale a bidirezionale. In questo modo, l’azienda, il brand ed il prodotto devono incontrare il consumatore non solo dove egli compra, ma anche dove abita, dove si diverte e dove vive.

Per parlare con questi consumatori è necessario un cambio di paradigma: pensare in modo diverso, differenziare  le attività e le iniziative di marketing e comunicazione per essere più attuali e vicini alle loro esigenze.


Il Marketing deve smetterla di intestardirsi a comunicare fatti, per concentrarsi invece su ciò che la gente crede e sforzarsi di raccontare storie congruenti con la sua visione del mondo.

SETH GODIN